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condominio_friburgoLo stato di salute «energetico» degli edifici italiani è cosa ormai nota, con circa il 75% delle case costruite prima del 1976, anno in cui per la prima volta fu introdotta una normativa che prescriveva per legge criteri di efficienza energetica negli edifici: ciò significa che la maggior parte delle abitazioni attualmente esistenti consumano tanto e sprecano energia, inquinano e sono poco confortevoli.
Se poi consideriamo il fatto che la stragrande maggioranza fa parte di condomini, questo complica ulteriormente la possibilità di realizzare interventi di riqualificazione energetica, magari proposti da condomini più sensibili e lungimiranti che spesso incontrano la resistenza degli altri inquilini.
Non tutti sanno che per  fortuna la normativa agevola questi tipi di interventi: infatti con la Legge 99/2009 è stato stabilito che «per gli interventi sugli edifici e sugli impianti volti al contenimento del consumo energetico e all'utilizzazione delle fonti di energia di cui all'articolo 1, individuati attraverso un attestato di certificazione energetica o una diagnosi energetica realizzata da un tecnico abilitato, le pertinenti decisioni condominiali sono valide se adottate con la maggioranza semplice delle quote millesimali rappresentate dagli intervenuti in assemblea» (art. 27 comma 22).
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Parliamo di un dettaglio dell’involucro della casa troppo spesso tralasciato: il davanzale.
E’ uno dei punti critici della finestra perché, se mal realizzato, rischia di vanificare le prestazioni di un infisso nuovo (per il quale magari abbiamo anche speso diversi soldi) e di comportare delle consistenti dispersioni di calore.
b2ap3_thumbnail_davanzale.JPGPraticamente in tutti gli edifici esistenti (e talvolta anche in quelli nuovi..) è passante, ossia realizzato senza nessun tipo di taglio termico tra elemento interno ed esterno o addirittura costiuito da un’unica lastra di pietra.
Questo fa si che la soglia si comporti come una sorta di aletta di raffreddamento (come quelle dei motori), che permette un grande scambio di calore tra l’esterno e l’interno dell’abitazione e costituendo così un gravoso ponte termico, possibile causa di muffa e condensa, oltre che di maggiori consumi e minore comfort.
Per risolvere questo problema basterebbe adottare pochi e semplici accorgimenti, diversi a seconda del tipo di fabbricato e del tipo di intervento che stiamo eseguendo (edificio nuovo, ristrutturazione, cappotto esterno o interno..).
Ad esempio se deve essere realizzato un cappotto esterno va prevista la posa di isolante anche sotto il piano di posa del davanzale, in materiale che abbia una buona resitenza alla compressione (va benissimo un xps ad alta densità), da raccordare successivamente con il cappotto verticale e il giunto termico posto sotto il lato inferiore dell’infisso, in modo da dare continuità alla coibentazione (disegno di lato e immagine sottostante); stesso accorgimento può essere preso anche in caso di coibentazione interna.

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b2ap3_thumbnail_cassazione.jpgSempre più frequentemente capitano contenziosi tra proprietari di abitazioni e costruttori a causa di problemi di umidità, muffe, condense ed ammaloramenti, molto spesso purtroppo proprio in edifici nuovi o di recente costruzione.
Secondo il codice civile (art. 1669) il difetto di costruzione che legittima l'azione legale nei confronti dell'appaltatore, può consistere in qualsiasi alterazione conseguente ad un'insufficiente realizzazione dell'opera che, pur non riguardando parti essenziali di essa, ma elementi accessori o secondari, incida negativamente e in modo considerevole sul godimento dell'immobile.
Generalmente si ritiene infatti che fra i vizi gravi della costruzione vi rientrino solamente problemi strutturali che compromettono la sicurezza statica dell’edificio, invece al riguardo la Corte di Cassazione ha emesso un'importante sentenza (numero 14650/2013), che va a stabilire la responsabilità di tutti quei difetti di costruzione di un edificio non invalidanti per stabilità dello stesso, ma comunque causa di fenomeni che ne minano la fruizione come condensa ed infiltrazioni d'acqua.
La sentenza ha specificato come l'articolo 1669 del Codice Civile, che definisce la possibilità di azioni extracontrattuali nei confronti del costruttore,  si possa applicare anche a quei difetti che non riguardano parti essenziali dell'edificio ma sono comunque dovuti a mancanze ed insufficienze in fase di realizzazione: difetti nella coibentazione termica delle pareti perimetrali ed infissi non sigillati o sigillati male sono tra gli esempi più diffusi.

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muffa_soffittoI problemi di umidità negli edifici sono una tra le patologie più diffuse nell'ambito delle costruzioni e tra le principali cause non solo del degrado degli immobili, ma anche della diminuzione del confort abitativo e della salubrità degli ambienti.
Visivamente il fenomeno viene individuato da chi occupa l’edificio sotto forma di muffe e degradi superficiali, ma le cause possono essere molteplici e non sempre di facile identificazione e soluzione.
Tra le varie cause vi possono essere infiltrazioni d’acqua piovana o di impianti, risalita capillare dalle fondazioni, condensazione di umidità nei punti freddi delle strutture.
Quest’ultime, dovute a cattivo isolamento e difetti costruttivi, sono probabilmente le più frequenti, soprattutto negli edifici di recente costruzione, elemento che rende la questione ancora più delicata e sentita da chi vi vive; in questo articolo si parlerà proprio di questa casistica.

 
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rapporto_efficienza_energeticaOggi a Roma è stato presentato il secondo Rapporto sull’Efficienza Energetica predisposto dall’ENEA nell’ambito del suo ruolo di Agenzia nazionale per l’efficienza energetica, con un bilancio del 2011 (anno per cui sono disponibili i dati) abbastanza positivo: l’applicazione delle misure previste dal Piano d’Azione per l’Efficienza Energetica ha consentito nel 2011 un risparmio complessivo di 57.595 GWh/anno, con un incremento del 17,1% rispetto al 2010.
La percentuale delle fonti energetiche impiegate per la copertura della domanda nel 2011 è stata caratterizzata, rispetto all'anno precedente, dalla riduzione della quota del petrolio dal 38,5 al 37,5% e di quella del gas naturale dal 36,2 al 34,6% e dall'aumento della quota dei combustibili solidi dall'8 al 9%. Si è inoltre riscontrato un lieve aumento delle importazioni nette di energia elettrica dal 5,2 al 5,5% e un significativo incremento dell'apporto delle rinnovabili, cresciute dal 12,2 al 13,3%.
Inoltre, il Rapporto mette in evidenza un miglioramento nel 2010 dell’efficienza energetica nel nostro Paese di oltre 1 punto percentuale rispetto al 2009.  
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certificazione energetica sienaE’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 290 del 13/12/12 il  il Decreto che modifica le «Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici» (DM 26 giugno 2009), necessario per risolvere la procedura di infrazione europea a carico dell’Italia per l’incompleta attuazione della Direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia.

La principale novità riguarda l’abrogazione della possibilità dei proprietari di autodichiarare il proprio immobile in classe G (punto non conforme alla normativa europea), che potrà essere sostituita con una delle procedure di certificazione semplificate già in precedenza definite dalle Linee guida; la certificazione energetica diventa quindi obbligatoria per quasi tutti gli edifici.
 
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Le case degli italiani sono costruite male, fa freddo d’inverno, caldo d’estate e intanto le bollette aumentano…
copertina_innovazioneLegambiente e Fillea Cgil hanno curato il primo rapporto dell’Osservatorio congiunto “Innovazione e sostenibilità nel settore edilizio” dal titolo “Costruire il futuro” in cui fanno il punto dell’attuale situazione del settore delle costruzioni e indicano una serie di interventi possibili di riqualificazione energetica e messa in sicurezza.
Il documento propone un processo in continua evoluzione mediante interventi di riqualificazione energetica, di recupero dell'esistente e di innovazione tecnologica in edilizia che renderebbero più vivibili le città, migliorando la qualità della vita e la sicurezza delle persone che ci abitano e ci lavorano e diminuendo le spese di gestione delle case, oltre a portare ad un aumento dell’occupazione nei prossimi 10 anni, creando nuovi posti di lavoro duraturi e qualificati.
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contatti_detrazioni1L’ Agenzia delle Entrate ha pubblicato le nuove guide sulle agevolazioni fiscali spettanti a chi effettua interventi di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica, aggiornandole alle novità degli ultimi decreti legge.
Chi sostiene spese per i lavori di ristrutturazione edilizia può fruire della detrazione d’imposta Irpef pari al 36%, attualmente elevata al 50% fino al 30 giugno 2013 per un limite di spesa massimo di 96'000 Euro (decreto legge n. 83/2012)
Inoltre, per le prestazioni di servizi relative agli interventi di recupero edilizio, di manutenzione ordinaria e straordinaria, realizzati sugli immobili a prevalente destinazione abitativa privata, si applica l’aliquota Iva agevolata del 10%.
Anche chi effettua lavori di riqualificazione energetica su edifici esistenti ha diritto a una detrazione dall’imposta lorda pari al 55% delle spese sostenute entro il 30 giugno 2013 (Dl n. 83/2012). Dal 1° luglio 2013 questi incentivi saranno sostituiti con la detrazione Irpef del 36 per cento già prevista per le spese di ristrutturazioni edilizie.
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Perché decidere di riqualificare energeticamente la propria abitazione? Conviene? Che risultati si ottengono? Si risparmia? In quanto tempo si ammortizzano le spese?

termografiaQueste le domande e i dubbi più frequenti riguardo gli interventi di riqualificazione energetica che, se realizzati correttamente, possono veramente portare a risultati eccellenti ed insperati.
Spesso capita infatti, anche in fase di ristrutturazione, di sottovalutare l’aspetto del miglioramento energetico dei fabbricati o di pensarci magari quando è troppo tardi, quando è sufficiente affrontare nella maniera giusta la questione per trovare le risposte a problematiche che si pensavano non risolvibili o “normali” per un edificio.
La stragrande maggioranza degli immobili sono stati edificati in Italia prima dell’entrata in vigore di normative sul risparmio energetico (abbiamo il patrimonio immobiliare più vecchio  in Europa subito dopo la Germania), quindi hanno consumi elevati e conseguenti alti costi di gestione, oltre a non essere confortevoli, poco salutari da abitare ed inquinanti.

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Un articolo ben fatto e completo sulla termografia all’infrarosso, uno strumento di indagine non distruttiva sempre più determinante che permette di valutare l’involucro degli edifici ed indirizzare in modo mirato gli interventi di riqualificazione energetica.

Oltre a una descrizione della tecnologia riporta le norme di riferimento, alcuni esempi pratici di applicazione, le procedure di analisi e la formazione degli operatori.

Lo Studio ProClima fornisce un servizio completo di termografia (sopralluogo, rilievo termografico, report) per consulenze, diagnosi e controlli non distruttivi in ambito edile, idraulico, industriale, fonti rinnovabili ed è in possesso del certificato di 2° livello norma UNI EN 473 Prove Non Distruttive (termografia settore civile, patrimonio artistico e industriale).

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