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Riqualificazione energetica ed energie alternative

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Inviato da il in Fonti rinnovabili

b2ap3_thumbnail_pannello termodinamico sito.jpgOramai sono più che noti gli impianti solari termici, ossia gli impianti solari destinati alla produzione di acqua calda sanitaria e presenti da molti anni sul mercato, seppur con tecnologie che sono andate col tempo sempre più evolvendosi.
L’ultima generazione è costituita dal solare termodinamico, un innovativo sistema che potremmo definire "ibrido" perchè sfrutta sia i principi di irraggiamento diretto degli impianti tradizionali e sia lo scambio di calore con la temperatura ambientale esterna.
Il pannello, più fino e leggero di uno tradizionale (circa 8 kg), è costituito da una piastra al cui interno scorre un fluido refrigerante a bassa temperatura (circa -20°) che, sfruttando la tecnologia delle pompe di calore, capta il calore sia del sole che dell’aria, mandandolo poi all’accumulo dove riscalda l’acqua, in maniera molto simile a un impianto tradizionale.
Queste particolarità fanno sì che produca anche nei periodi in cui un normale impianto solare non funzionerebbe (come di notte e in inverno), migliorandone notevolmente i rendimenti.
Il posizionamento dei pannelli è molto semplificato rispetto agli impianti tradizionali perchè non è più vincolato all’esposizione diretta del sole ed è possibile ubicarli anche in zone ombreggiate (es. all’interno dei balconi); inoltre la leggerezza dei collettori e le dimensioni ridotte delle tubazioni fanno si che sia possibile adottare molteplici soluzioni architettoniche, come ad esempio installazioni su pensiline, frangisole, facciate e parapetti.

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b2ap3_thumbnail_copertina-tutti-in-classe-a.JPGPochi giorni fa è stato presentato “Tutti in classe A”, l’annuale rapporto di Legambiente sulla qualità energetica del patrimonio edilizio italiano.
La ricerca ha riguardato oltre 500 edifici in 47 città italiane: un team di tecnici ha effettuato indagini termografiche su varie tipologie di immobili come edifici residenziali, scuole e uffici costruiti nel dopoguerra e altri più recenti. Sono state verificate anche le prestazioni di quelli già certificati di Classe A e di quelli ristrutturati, e di alcuni edifici costruiti dopo il 2000, dopo l’adozione delle direttive europee in materia di risparmio energetico e isolamento.
I risultati sono piuttosto deludenti: sono emersi  problemi evidenti su gran parte degli immobili controllati che, pur essendo di recente costruzione, hanno carenze e difetti costruttivi come quelli vecchi. Da Milano a Torino, fino alla periferia di Bari, dal progetto C.A.S.E. a L’Aquila, al quartiere Parco Leonardo a Roma, si ravvisano problemi di elementi disperdenti, con distribuzione delle temperature superficiali estremamente eterogenee, spesso anche per edifici che si promuovono come “biocase” o a basso consumo energetico.
Che in “Classe A” (quella vera) si viva molto meglio lo dimostrano invece le termografie di edifici ben progettati,  costruiti e certificati, come il quartiere Casanova a Bolzano o alcuni immobili nuovi o ristrutturati a Firenze, Udine o Perugia, che mostrano un comportamento omogeneo delle facciate e l’assenza di ponti termici significativi, la precisa scelta di sfruttare al meglio l’esposizione dell’edificio e l’uso di specifici materiali per le diverse facciate al fine di sfruttare al meglio la radiazione solare, minimizzando i consumi energetici per il condizionamento invernale con un risparmio, per i fortunati abitanti di questi edifici, fino a duemila euro ogni anno.

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Parliamo di un dettaglio dell’involucro della casa troppo spesso tralasciato: il davanzale.
E’ uno dei punti critici della finestra perché, se mal realizzato, rischia di vanificare le prestazioni di un infisso nuovo (per il quale magari abbiamo anche speso diversi soldi) e di comportare delle consistenti dispersioni di calore.
b2ap3_thumbnail_davanzale.JPGPraticamente in tutti gli edifici esistenti (e talvolta anche in quelli nuovi..) è passante, ossia realizzato senza nessun tipo di taglio termico tra elemento interno ed esterno o addirittura costiuito da un’unica lastra di pietra.
Questo fa si che la soglia si comporti come una sorta di aletta di raffreddamento (come quelle dei motori), che permette un grande scambio di calore tra l’esterno e l’interno dell’abitazione e costituendo così un gravoso ponte termico, possibile causa di muffa e condensa, oltre che di maggiori consumi e minore comfort.
Per risolvere questo problema basterebbe adottare pochi e semplici accorgimenti, diversi a seconda del tipo di fabbricato e del tipo di intervento che stiamo eseguendo (edificio nuovo, ristrutturazione, cappotto esterno o interno..).
Ad esempio se deve essere realizzato un cappotto esterno va prevista la posa di isolante anche sotto il piano di posa del davanzale, in materiale che abbia una buona resitenza alla compressione (va benissimo un xps ad alta densità), da raccordare successivamente con il cappotto verticale e il giunto termico posto sotto il lato inferiore dell’infisso, in modo da dare continuità alla coibentazione (disegno di lato e immagine sottostante); stesso accorgimento può essere preso anche in caso di coibentazione interna.

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b2ap3_thumbnail_cassazione.jpgSempre più frequentemente capitano contenziosi tra proprietari di abitazioni e costruttori a causa di problemi di umidità, muffe, condense ed ammaloramenti, molto spesso purtroppo proprio in edifici nuovi o di recente costruzione.
Secondo il codice civile (art. 1669) il difetto di costruzione che legittima l'azione legale nei confronti dell'appaltatore, può consistere in qualsiasi alterazione conseguente ad un'insufficiente realizzazione dell'opera che, pur non riguardando parti essenziali di essa, ma elementi accessori o secondari, incida negativamente e in modo considerevole sul godimento dell'immobile.
Generalmente si ritiene infatti che fra i vizi gravi della costruzione vi rientrino solamente problemi strutturali che compromettono la sicurezza statica dell’edificio, invece al riguardo la Corte di Cassazione ha emesso un'importante sentenza (numero 14650/2013), che va a stabilire la responsabilità di tutti quei difetti di costruzione di un edificio non invalidanti per stabilità dello stesso, ma comunque causa di fenomeni che ne minano la fruizione come condensa ed infiltrazioni d'acqua.
La sentenza ha specificato come l'articolo 1669 del Codice Civile, che definisce la possibilità di azioni extracontrattuali nei confronti del costruttore,  si possa applicare anche a quei difetti che non riguardano parti essenziali dell'edificio ma sono comunque dovuti a mancanze ed insufficienze in fase di realizzazione: difetti nella coibentazione termica delle pareti perimetrali ed infissi non sigillati o sigillati male sono tra gli esempi più diffusi.

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b2ap3_thumbnail_guida-detrazioni-65_20140109-190741_1.JPGA seguito della pubblicazione della Legge di Stabilità 2014 (legge 147/2013) l'Agenzia delle Entrate, ha aggiornato la guida "Le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico" sulle detrazioni del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica ed efficientamento degli edifici esistenti, che tiene conto delle modfiche e delle proroghe apportate dalla nuova legge.
L’agevolazione è stata confermata nella misura del 65% per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2014 ; per le spese che saranno effettuate nel 2015, invece, sarà pari al 50% (salvo ulteriori proroghe o modifiche).
Per quanto riguarda gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali e per quelli che riguardano tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio, la detrazione si applica nella misura del 65% per le spese sostenute entro il 30 giugno 2015 e nella misura del 50% per le spese che saranno effettuate dal 1° luglio 2015 al 30 giugno 2016.
Dal 1° gennaio 2016 (per i condomini dal 1° luglio 2016) l’agevolazione sarà invece sostituita con la detrazione fiscale (del 36%) prevista per le spese relative alle ristrutturazioni edilizie.

Clicca qui per scaricare la guida aggiornata "Le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico" (dicembre 2013)

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