La fibra di cellulosa è un materiale di isolamento forse ancora poco conosciuto ma molto interessante e dalle molteplici qualità ed applicazioni.

cartaViene utilizzata sotto forma di fiocchi ed è composta al 90% da cellulosa, ossia carta di giornale riciclata proveniente dalle eccedenze delle tipografie (i ritagli non utilizzati) quindi con scarsa presenza d'inchiostro (privo di piombo) che garantisce un prodotto di qualità, ecologico e non inquinante. La carta viene impastata con sali di boro, minerale naturale presente sulla terra in giacimenti (presenti anche nel sale marino) che rendono i fiocchi di cellulosa ignifughi, proteggono contro l'insorgenza di muffe, funghi, roditori e parassiti e impediscono l'invecchiamento del prodotto.

La cellulosa è quindi un materiale ecologico essendo composto quasi interamente da materiali riciclati, atossico (provenendo da materie naturali e privo di sostanze nocive), è inodore ed ha capacità di assorbimento e regolazione dell’umidità (è completamente traspirante e funziona come equilibratore igrometrico), cioè è capace d’immagazzinare l’acqua e restituirla quando il clima diventa più secco. In questa maniera gli interni non sono mai né troppo secchi né troppo umidi (è in grado di assorbire fino al 20% circa di umidità senza perdere le sue caratteristiche isolanti).

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Raggiunge valori di isolamento (conduttività 0,040 W/mK) molto simili ai classici materiali di coibentazione (lana di roccia, poliuretano..) ma, oltre a proteggere dal freddo, protegge anche dal caldo (alto calore specifico ritrovabile solo nei prodotti naturali che hanno inerzia termica, ossia buona massa e bassa conduttività) e dal rumore (buon assorbimento acustico essendo fibroso).

Viene applicato mediante insufflazione, pompando cioè il materiale tramite tubazioni flessibili dentro le strutture da coibentare: è possibile isolare intercapedini (murature a “cassavuota”), sottotetti e coperture in modo veloce ed economico.

cellulosaUtilizzabile sia in caso di nuove costruzioni che di riqualificazioni, nel secondo caso risulta molto utile  per risanare i tipici fabbricati anni ‘60/’70, totalmente privi di isolamento e dai consumi molto alti.

 

 

Si riescono ad ottenere ottimi risultati e a raggiungere senza problemi spessori e valori di isolamento necessari alla detrazione fiscale del 65%, contribuendo così a rendere ulteriormente conveniente l’investimento e ad accorciare i tempi di ammortamento dei lavori.

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