EasyBlog

This is some blog description about this site

  • Home
    Home This is where you can find all the blog posts throughout the site.
  • Categories
    Categories Displays a list of categories from this blog.
  • Tags
    Tags Displays a list of tags that have been used in the blog.
  • Bloggers
    Bloggers Search for your favorite blogger from this site.
  • Team Blogs
    Team Blogs Find your favorite team blogs here.
  • Login
    Login Login form

AGGIORNAMENTO DEL 07/07/2020

Prosegue l’iter di conversione in legge del Decreto Rilancio (DL 34/2020) che, tra le numerose misure che contiene, prevede il Superbonus del 110% per gli interventi di efficienza energetica degli immobili.

La conclusione del percorso parlamentare, che renderà operativa ed applicabile la procedura, era prevista inizialmente per metà Luglio ma subirà un ritardo di almeno un mese, pertanto slitterà almeno a metà Agosto.

Dopo numerosi emendamenti e trattative è emerso un testo della Commissione Bilancio, che sarà portato in Aula per la conversione in legge, contenente le seguenti modifiche al Decreto iniziale e che dovrebbero quindi diventare operative (ancora suscettibili di ulteriori modifiche, pertanto da considerare al momento come indicative).

Periodo di applicazione: rimane invariata la scadenza del periodo agevolato al 31/12/2021 (speriamo oggetto di modifica per prolungamento), a parte per gli IACP (istituti autonomi case popolari) per i quali sono ammesse anche le spese sostenute fino al 30/06/2022

Soggetti ammessi: ammesse al Bonus anche le associazioni non lucrative e le associazioni/società sportive dilettantistiche (per interventi sugli spogliatoi)

Limiti per le persone fisiche: possibilità di sfruttare il Superbonus per le persone fisiche a due unità immobiliari autonome (nessun limite per gli interventi effettuati sulle parti comuni degli edifici). Cancellato il limite della destinazione ad abitazione principale dell'edificio unifamiliare o dell'unità immobiliare autonoma per gli interventi impiantistici

Edifici ammessi: estensione degli interventi di tipologia 1 (isolamento termico dell’involucro, es. il cappotto) e di tipologia 3 (sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti in edifici unifamiliari) anche alle unità immobiliari inserite all'interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e che abbiano accesso autonomo dall'esterno (es. appartamento in villetta a schiera), oltre ai già previsti condomini ed edifici unifamiliari

Estensione anche alle seconde case, escluse quelle di lusso come A1 (abitazioni di tipo signorile), A8 (abitazioni in ville) e A9 (castelli)

Massimali sull'involucro: modifica dei massimali per interventi di tipologia 1 (isolamento termico dell’involucro, es. il cappotto):

- 50'000 € per edifici unifamiliari e unità immobiliari autonome 

- 40'000 € moltiplicato il numero delle unità immobiliari dell’edificio per edifici fino a 8 u.i.

- 30'000 € moltiplicato il numero delle unità immobiliari dell’edificio per edifici con più di 8 u.i.

Massimali sugli impianti: ridefinizione dei massimali per interventi di tipologia 2 (sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti sulle parti comuni degli edifici):
- 20'000 € moltiplicato il numero delle unità immobiliari dell’edificio per edifici fino a 8 u.i.
- 15'000 € moltiplicato il numero delle unità immobiliari dell’edificio per edifici con più di 8 u.i.

Solare termico: estensione degli interventi di tipologia 2 (sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti sulle parti comuni degli edifici) e di tipologia 3 (sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti in edifici unifamiliari) anche per solare termico collettori solari

Impianti a biomassa:estensione degli interventi di tipologia 3 (sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti in edifici unifamiliari) anche a impianti a biomassa con classe di qualità 5 stelle, in caso di sostituzione di generatore a biomassa preesistente

Edifici vincolati: facilitazione per gli edifici vincolati, nei quali sia impossibile la realizzazione delle tre tipologie di interventi del Superbonus (vincoli Soprintendenza, regolamenti edilizi, ecc), sono comunque agevolati al 110% tutti gli altri interventi rientranti nell’Ecobonus “classico” (a patto sempre di effettuare il miglioramento di almeno due classi energetiche)

Demolizione e ricostruzione: compresi anche gli interventi di demolizione e ricostruzione, entro i limiti previsti per ciascuna tipologia di intervento

Prezzari di riferimento: si prevede per le attestazioni di congruità che il tecnico dovrà rilasciare a fine lavori di fare riferimento a specifici prezzari (es. prezzari regionali delle opere pubbliche, listini delle Camere di commercio o prezzi correnti di mercato)

Sconto in fattura: precisazione che il credito di imposta spettante al fornitore è pari alla detrazione originariamente spettante al beneficiario, indipendentemente dal livello dello sconto applicato. Ciò al fine di tenere conto del fatto che le detrazioni hanno una aliquota pari al 110% della spesa, mentre lo sconto non può ovviamente essere superiore all'intero importo della spesa sostenuta. Lo sconto può essere operato anche da una pluralità di fornitori che abbiano concorso all'effettuazione degli interventi che danno titolo alla detrazione

Cessione del credito a SAL (stati avanzamento lavori): l'opzione per la cessione del credito o per lo sconto in fattura può essere esercitata in relazione a ciascuno stato di avanzamento dei lavori, che a tali fini non possono essere più di due per ciascun intervento complessivo e ciascuno stato di avanzamento deve riferirsi ad almeno il 30% del medesimo intervento

Hits: 613
0

Finalmente è in vigore il Decreto Rilancio (DL 34/2020), contenente una serie di provvedimenti per il rilancio dell’economia dopo l’emergenza Covid-19, riguardanti anche importanti aspetti per il settore dell’edilizia.

Nell’art. 119 sono state confermate le misure previste nelle bozze uscite nei giorni scorsi, con la grande novità del Superbonus che ha portato al 110% l’aliquota di detrazione fiscale spettante agli interventi di efficienza energetica e riduzione del rischio sismico, con riferimento alle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021.

Il nuovo bonus maggiorato per gli interventi di riqualificazione edilizia potrà essere usufruito dalle persone fisiche, dai condomini e dagli IACP (Istituti Autonomi Case Popolari) e richiede una serie di requisiti vincolanti da rispettare, vediamo di seguito quali.

GLI INTERVENTI INCENTIVATI AL 110%

Nel comma 1 sono elencati gli interventi base come requisito essenziale per accedere all'agevolazione, che sono:

Intervento a) Coibentazione delle strutture verticali ed orizzontali (cappotto termico) su una superficie superiore al 25% della superficie disperdente totale del fabbricato, con limite di spesa agevolabile pari a 60.000 € per ogni unità immobiliare dell’edificio;

Intervento b) Installazione di caldaie a condensazione e pompe di calore (anche ibride e geotermiche) centralizzate in sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti per riscaldamento, raffrescamento ed acqua calda sanitaria, con limite di spesa agevolabile pari a 30.000 € per ogni unità immobiliare dell’edificio, anche in abbinamento all’installazione di impianti fotovoltaici o impianti di micro cogenerazione;

Intervento c) Installazione di pompe di calore (anche ibride e geotermiche) in sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti in edifici unifamiliari, con limite di spesa agevolabile pari a 30.000 € per ogni unità immobiliare dell’edificio, anche in abbinamento all’installazione di impianti fotovoltaici o impianti di micro cogenerazione.

In abbinamento ad uno degli interventi indicati è possibile usufruire della detrazione del 110% anche per gli altri interventi già incentivati con l’Ecobonus del 65%, come ad esempio infissi, solare termico, caldaie a biomassa, ecc (es. se faccio il cappotto posso portare anche le nuove finestre in detrazione al 110%).

FOTOVOLTAICO, BATTERIE E COLONNINE ELETTRICHE

Inoltre, sempre se congiuntamente ad uno degli interventi “base” (a,b,c), è prevista anche la possibilità di usufruire del superbonus  per il fotovoltaico, fino ad un ammontare complessivo delle spese non superiore a 48.000 € e comunque nel limite di spesa di 2.400 € per ogni kW di potenza nominale dell’impianto solare fotovoltaico, compresi eventuali sistemi di accumulo (limite di 1.000 € per ogni kW di batteria). La misura riguarda anche l’installazione di colonnine per la ricarica di veicolo elettrici negli edifici.

Ai fini dell’accesso al superbonus è necessario che tutti gli interventi comportino il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio o, se non possibile tecnicamente, che facciano raggiungere comunque la classe energetica più alta possibile, da dimostrare mediante APE (attestato di prestazione energetica) ante e post lavori (quindi gli interventi andranno progettati ed eseguiti bene).

RIPARTIZIONE QUOTE ANNUALI E CESSIONE DEL CREDITO

L’altra importante novità riguarda la riduzione delle quote annuali di ripartizione della detrazione, che da 10 passa a 5, dimezzando ulteriormente i tempi di rientro della spesa (che, insieme al risparmio dei consumi ottenuti con gli interventi, lo rendono un ottimo investimento!).

E’ possibile anche cedere il bonus sotto firma di credito di imposta alle imprese esecutrici, le quali possono cederlo ulteriormente alle banche o ad altri intermediari finanziari, tramutandolo quindi in sconto immediato che permetterebbe di fare i lavori senza spendere nulla (a patto chiaramente che l’impresa o la banca accetti di prendersi in carico il bonus, difficilmente sostenibile per la maggior parte delle ditte), dietro asseverazione del tecnico di rispetto dei requisiti e congruità delle spese sostenute. La cessione del credito d’imposta diventa possibile (art. 121) anche per gli interventi di ristrutturazione, misure antisismiche, bonus facciate, installazione di impianti fotovoltaici e colonnine di ricarica di veicoli elettrici.

Ma la domanda di tanti è: “che vuol dire detrazione del 110%? Che mi ridanno più soldi di quanto ho speso?”. In sostanza si, ovvero se spendo 10.000 € di lavori lo Stato mi riconosce una detrazione dall’Irpef di 11.000 € spalmata su 5 anni, a patto ovviamente di avere un’adeguata capienza fiscale (ovvero, se pago 1.000 € all’anno di Irpef non posso detrarne 2.200, perché la rimanente la perdo e non viene rimborsata, pur potendone usufruire negli anni successivi).

Per alcuni dettagli che necessitano di approfondimenti sono attesi a breve i relativi chiarimenti, in modo da rendere totalmente operativa questa nuova misura che già suscita tanto interesse tra i proprietari di immobili, essendo un’occasione per effettuare importanti interventi di efficientamento a condizioni irripetibili.

Studio ProClima fornisce un servizio completo di consulenza, progettazione e gestione di interventi di riqualificazione energetica

>> Contattaci per un preventivo o un sopralluogo gratuito!

Hits: 1341
0

VEDI AGGIORNAMENTO DEL 15 MAGGIO A SEGUITO DELL'APPROVAZIONE DEL DECRETO RILANCIO

Nel prossimo Decreto "Rilancio" in dirittura d’arrivo (provvedimenti per il rilancio dell’economia dopo l’emergenza Covid-19), il Governo dovrebbe portare al 110% l’aliquota di detrazione fiscale spettante agli interventi di efficienza energetica e riduzione del rischio sismico, con riferimento alle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021.

L’ecobonus maggiorato per gli interventi di riqualificazione edilizia, già ribattezzato superbonus, dovrebbe riguardare i lavori di entità rilevante e non i piccoli interventi di ristrutturazione: nel primo comma della bozza attuale vengono indicati 3 interventi indicati, definiti  “trainanti”.

Intervento a) Cappotto termico su una superficie superiore al 25 per cento della superficie disperdente totale del fabbricato, con limite di spesa agevolabile pari a 60 mila euro per ogni unità immobiliare dell’edificio.

Intervento b) Pompe di calore in sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per riscaldamento, raffrescamento ed acqua calda sanitaria, con limite di spesa agevolabile pari a 30 mila euro per ogni unità immobiliare dell’edificio se abbinato all’installazione di impianti fotovoltaici o impianti di micro cogenerazione (interventi sulle parti comuni degli edifici, o su singoli edifici)

Intervento c) Pompe di calore o caldaie a condensazione in sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti negli edifici unifamiliari, con limite di spesa agevolabile pari a 30 mila euro

In abbinamento ad uno degli interventi indicati è prevista anche la possibilità di usufruire del superbonus  per il fotovoltaico, fino ad un ammontare complessivo delle spese non superiore a 48 mila euro e comunque nel limite di spesa di 2.400 euro per ogni kW di potenza nominale dell’impianto solare fotovoltaico.

L’altra importante novità riguarda la riduzione delle quote annuali di ripartizione della detrazione, che da 10 sarebbe ridotta a 5, dimezzando ulteriormente i tempi di rientro della spesa (e raddoppiando quindi il rendimento dell’investimento!).

Dovrebbe essere anche prevista la possibilità di cedere il bonus alle imprese esecutrici o alle banche, tramutandolo quindi in sconto immediato che permetterebbe di fare i lavori senza spendere nulla (a patto chiaramente che l’impresa o la banca accetti di prendersi in carico il bonus, difficilmente sostenibile per la maggior parte delle ditte).

Ma la domanda di tanti è: “che vuol dire detrazione del 110%? Che mi ridanno più soldi di quanto ho speso?”. In sostanza si, ovvero se spendo 10'000 € di lavori lo Stato mi riconosce una detrazione dall’Irpef di 11'000 € spalmata su 5 anni, a patto ovviamente di avere un’adeguata capienza fiscale (ovvero, se pago 1'000 € all'anno di Irpef non posso detrarne 2'200, perché la rimanente la perdo e non viene data a credito)

Per quanto scritto il condizionale è d’obbligo perché al momento il Decreto è in fase di completamento, ma entro pochi giorni dovrebbero essere sciolti tutti i dubbi con l’uscita del testo finale contenente tutti i dettagli.  

Studio ProClima si occupa di individuare le soluzioni più convenienti, eseguire una consulenza completa tecnica ed economica, progettare e seguire i migliori interventi di risparmio energetico.

> Per ulteriori informazioni, domande e preventivi clicca qui per la nostra pagina dei contatti <

 

Hits: 1097
0

Finalmente con il DPR n. 31 del 13/02/2017, appena entrato in vigore (6 Aprile), sono stati definiti gli interventi edilizi ricadenti in zona a vincolo paesaggistico eseguibili senza autorizzazione paesaggistica o con procedura semplificata, alleggerendo burocrazia e tempistiche per la realizzazione di opere di lieve entità.

Il Decreto elenca in maniera chiara il tipo di procedura legata ai vari interventi, semplificando anche molti lavori inerenti il risparmio energetico, come installare sul tetto un impianto solare fotovoltaico o termico, una pompa di calore, sostituire gli infissi o realizzare coibentazioni esterne, il cui iter autorizzativo scoraggiava spesso la buona volontà di chi voleva realizzare queste opere.

Infatti nelle aree sottoposte a vincolo paesaggistico non di rado l’installazione di impianti solari sulle coperture è stato ostacolato da tempistiche eccessive e da pareri discutibili da parte degli Enti preposti, limitandone fortemente la realizzazione.

La differenza sostanziale, oltre al tipo di intervento, la fa il tipo di vincolo presente sul bene, secondo la classificazione del D. Lgs. 42/2004 (Codice dei Beni Culturali):

A) i beni vincolati secondo la lettera d), ossia che ricadono in zone protette principalmente per motivi paesaggistici e panoramici, non saranno più soggetti ad autorizzazione paesaggistica per eseguire gli interventi indicati nel Decreto.

B)  gli immobili classificati secondo le lettere a), b), c), mantengono un vincolo più “pesante”, riguardando beni culturali, i centri storici, ville, giardini e parchi, ma potranno beneficiare di procedure semplificate.

Hits: 5099
0
condominio_friburgoLo stato di salute «energetico» degli edifici italiani è cosa ormai nota, con circa il 75% delle case costruite prima del 1976, anno in cui per la prima volta fu introdotta una normativa che prescriveva per legge criteri di efficienza energetica negli edifici: ciò significa che la maggior parte delle abitazioni attualmente esistenti consumano tanto e sprecano energia, inquinano e sono poco confortevoli.
Se poi consideriamo il fatto che la stragrande maggioranza fa parte di condomini, questo complica ulteriormente la possibilità di realizzare interventi di riqualificazione energetica, magari proposti da condomini più sensibili e lungimiranti che spesso incontrano la resistenza degli altri inquilini.
Non tutti sanno che per  fortuna la normativa agevola questi tipi di interventi: infatti con la Legge 99/2009 è stato stabilito che «per gli interventi sugli edifici e sugli impianti volti al contenimento del consumo energetico e all'utilizzazione delle fonti di energia di cui all'articolo 1, individuati attraverso un attestato di certificazione energetica o una diagnosi energetica realizzata da un tecnico abilitato, le pertinenti decisioni condominiali sono valide se adottate con la maggioranza semplice delle quote millesimali rappresentate dagli intervenuti in assemblea» (art. 27 comma 22).
Hits: 16546
0

Parliamo di un dettaglio dell’involucro della casa troppo spesso tralasciato: il davanzale.
E’ uno dei punti critici della finestra perché, se mal realizzato, rischia di vanificare le prestazioni di un infisso nuovo (per il quale magari abbiamo anche speso diversi soldi) e di comportare delle consistenti dispersioni di calore.
b2ap3_thumbnail_davanzale.JPGPraticamente in tutti gli edifici esistenti (e talvolta anche in quelli nuovi..) è passante, ossia realizzato senza nessun tipo di taglio termico tra elemento interno ed esterno o addirittura costiuito da un’unica lastra di pietra.
Questo fa si che la soglia si comporti come una sorta di aletta di raffreddamento (come quelle dei motori), che permette un grande scambio di calore tra l’esterno e l’interno dell’abitazione e costituendo così un gravoso ponte termico, possibile causa di muffa e condensa, oltre che di maggiori consumi e minore comfort.
Per risolvere questo problema basterebbe adottare pochi e semplici accorgimenti, diversi a seconda del tipo di fabbricato e del tipo di intervento che stiamo eseguendo (edificio nuovo, ristrutturazione, cappotto esterno o interno..).
Ad esempio se deve essere realizzato un cappotto esterno va prevista la posa di isolante anche sotto il piano di posa del davanzale, in materiale che abbia una buona resitenza alla compressione (va benissimo un xps ad alta densità), da raccordare successivamente con il cappotto verticale e il giunto termico posto sotto il lato inferiore dell’infisso, in modo da dare continuità alla coibentazione (disegno di lato e immagine sottostante); stesso accorgimento può essere preso anche in caso di coibentazione interna.

Hits: 22865
0
rapporto_efficienza_energeticaOggi a Roma è stato presentato il secondo Rapporto sull’Efficienza Energetica predisposto dall’ENEA nell’ambito del suo ruolo di Agenzia nazionale per l’efficienza energetica, con un bilancio del 2011 (anno per cui sono disponibili i dati) abbastanza positivo: l’applicazione delle misure previste dal Piano d’Azione per l’Efficienza Energetica ha consentito nel 2011 un risparmio complessivo di 57.595 GWh/anno, con un incremento del 17,1% rispetto al 2010.
La percentuale delle fonti energetiche impiegate per la copertura della domanda nel 2011 è stata caratterizzata, rispetto all'anno precedente, dalla riduzione della quota del petrolio dal 38,5 al 37,5% e di quella del gas naturale dal 36,2 al 34,6% e dall'aumento della quota dei combustibili solidi dall'8 al 9%. Si è inoltre riscontrato un lieve aumento delle importazioni nette di energia elettrica dal 5,2 al 5,5% e un significativo incremento dell'apporto delle rinnovabili, cresciute dal 12,2 al 13,3%.
Inoltre, il Rapporto mette in evidenza un miglioramento nel 2010 dell’efficienza energetica nel nostro Paese di oltre 1 punto percentuale rispetto al 2009.  
Hits: 2170
0

La fibra di cellulosa è un materiale di isolamento forse ancora poco conosciuto ma molto interessante e dalle molteplici qualità ed applicazioni.

cartaViene utilizzata sotto forma di fiocchi ed è composta al 90% da cellulosa, ossia carta di giornale riciclata proveniente dalle eccedenze delle tipografie (i ritagli non utilizzati) quindi con scarsa presenza d'inchiostro (privo di piombo) che garantisce un prodotto di qualità, ecologico e non inquinante. La carta viene impastata con sali di boro, minerale naturale presente sulla terra in giacimenti (presenti anche nel sale marino) che rendono i fiocchi di cellulosa ignifughi, proteggono contro l'insorgenza di muffe, funghi, roditori e parassiti e impediscono l'invecchiamento del prodotto.

La cellulosa è quindi un materiale ecologico essendo composto quasi interamente da materiali riciclati, atossico (provenendo da materie naturali e privo di sostanze nocive), è inodore ed ha capacità di assorbimento e regolazione dell’umidità (è completamente traspirante e funziona come equilibratore igrometrico), cioè è capace d’immagazzinare l’acqua e restituirla quando il clima diventa più secco. In questa maniera gli interni non sono mai né troppo secchi né troppo umidi (è in grado di assorbire fino al 20% circa di umidità senza perdere le sue caratteristiche isolanti).

sezione_casa_cellulosa_isolamento

Hits: 4226
0

I nostri partners

Richiedi un preventivo

Links Utili

ANIT logo

Dove siamo

Google Maps

Contatti

Tel. 0577 600591
Fax 0577 600591
Cell. 349 6537482
Email: info@studioproclima.it

Iscriviti alla newsletter!