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AGGIORNAMENTO DEL 07/07/2020

Prosegue l’iter di conversione in legge del Decreto Rilancio (DL 34/2020) che, tra le numerose misure che contiene, prevede il Superbonus del 110% per gli interventi di efficienza energetica degli immobili.

La conclusione del percorso parlamentare, che renderà operativa ed applicabile la procedura, era prevista inizialmente per metà Luglio ma subirà un ritardo di almeno un mese, pertanto slitterà almeno a metà Agosto.

Dopo numerosi emendamenti e trattative è emerso un testo della Commissione Bilancio, che sarà portato in Aula per la conversione in legge, contenente le seguenti modifiche al Decreto iniziale e che dovrebbero quindi diventare operative (ancora suscettibili di ulteriori modifiche, pertanto da considerare al momento come indicative).

Periodo di applicazione: rimane invariata la scadenza del periodo agevolato al 31/12/2021 (speriamo oggetto di modifica per prolungamento), a parte per gli IACP (istituti autonomi case popolari) per i quali sono ammesse anche le spese sostenute fino al 30/06/2022

Soggetti ammessi: ammesse al Bonus anche le associazioni non lucrative e le associazioni/società sportive dilettantistiche (per interventi sugli spogliatoi)

Limiti per le persone fisiche: possibilità di sfruttare il Superbonus per le persone fisiche a due unità immobiliari autonome (nessun limite per gli interventi effettuati sulle parti comuni degli edifici). Cancellato il limite della destinazione ad abitazione principale dell'edificio unifamiliare o dell'unità immobiliare autonoma per gli interventi impiantistici

Edifici ammessi: estensione degli interventi di tipologia 1 (isolamento termico dell’involucro, es. il cappotto) e di tipologia 3 (sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti in edifici unifamiliari) anche alle unità immobiliari inserite all'interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e che abbiano accesso autonomo dall'esterno (es. appartamento in villetta a schiera), oltre ai già previsti condomini ed edifici unifamiliari

Estensione anche alle seconde case, escluse quelle di lusso come A1 (abitazioni di tipo signorile), A8 (abitazioni in ville) e A9 (castelli)

Massimali sull'involucro: modifica dei massimali per interventi di tipologia 1 (isolamento termico dell’involucro, es. il cappotto):

- 50'000 € per edifici unifamiliari e unità immobiliari autonome 

- 40'000 € moltiplicato il numero delle unità immobiliari dell’edificio per edifici fino a 8 u.i.

- 30'000 € moltiplicato il numero delle unità immobiliari dell’edificio per edifici con più di 8 u.i.

Massimali sugli impianti: ridefinizione dei massimali per interventi di tipologia 2 (sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti sulle parti comuni degli edifici):
- 20'000 € moltiplicato il numero delle unità immobiliari dell’edificio per edifici fino a 8 u.i.
- 15'000 € moltiplicato il numero delle unità immobiliari dell’edificio per edifici con più di 8 u.i.

Solare termico: estensione degli interventi di tipologia 2 (sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti sulle parti comuni degli edifici) e di tipologia 3 (sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti in edifici unifamiliari) anche per solare termico collettori solari

Impianti a biomassa:estensione degli interventi di tipologia 3 (sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti in edifici unifamiliari) anche a impianti a biomassa con classe di qualità 5 stelle, in caso di sostituzione di generatore a biomassa preesistente

Edifici vincolati: facilitazione per gli edifici vincolati, nei quali sia impossibile la realizzazione delle tre tipologie di interventi del Superbonus (vincoli Soprintendenza, regolamenti edilizi, ecc), sono comunque agevolati al 110% tutti gli altri interventi rientranti nell’Ecobonus “classico” (a patto sempre di effettuare il miglioramento di almeno due classi energetiche)

Demolizione e ricostruzione: compresi anche gli interventi di demolizione e ricostruzione, entro i limiti previsti per ciascuna tipologia di intervento

Prezzari di riferimento: si prevede per le attestazioni di congruità che il tecnico dovrà rilasciare a fine lavori di fare riferimento a specifici prezzari (es. prezzari regionali delle opere pubbliche, listini delle Camere di commercio o prezzi correnti di mercato)

Sconto in fattura: precisazione che il credito di imposta spettante al fornitore è pari alla detrazione originariamente spettante al beneficiario, indipendentemente dal livello dello sconto applicato. Ciò al fine di tenere conto del fatto che le detrazioni hanno una aliquota pari al 110% della spesa, mentre lo sconto non può ovviamente essere superiore all'intero importo della spesa sostenuta. Lo sconto può essere operato anche da una pluralità di fornitori che abbiano concorso all'effettuazione degli interventi che danno titolo alla detrazione

Cessione del credito a SAL (stati avanzamento lavori): l'opzione per la cessione del credito o per lo sconto in fattura può essere esercitata in relazione a ciascuno stato di avanzamento dei lavori, che a tali fini non possono essere più di due per ciascun intervento complessivo e ciascuno stato di avanzamento deve riferirsi ad almeno il 30% del medesimo intervento

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Finalmente è in vigore il Decreto Rilancio (DL 34/2020), contenente una serie di provvedimenti per il rilancio dell’economia dopo l’emergenza Covid-19, riguardanti anche importanti aspetti per il settore dell’edilizia.

Nell’art. 119 sono state confermate le misure previste nelle bozze uscite nei giorni scorsi, con la grande novità del Superbonus che ha portato al 110% l’aliquota di detrazione fiscale spettante agli interventi di efficienza energetica e riduzione del rischio sismico, con riferimento alle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021.

Il nuovo bonus maggiorato per gli interventi di riqualificazione edilizia potrà essere usufruito dalle persone fisiche, dai condomini e dagli IACP (Istituti Autonomi Case Popolari) e richiede una serie di requisiti vincolanti da rispettare, vediamo di seguito quali.

GLI INTERVENTI INCENTIVATI AL 110%

Nel comma 1 sono elencati gli interventi base come requisito essenziale per accedere all'agevolazione, che sono:

Intervento a) Coibentazione delle strutture verticali ed orizzontali (cappotto termico) su una superficie superiore al 25% della superficie disperdente totale del fabbricato, con limite di spesa agevolabile pari a 60.000 € per ogni unità immobiliare dell’edificio;

Intervento b) Installazione di caldaie a condensazione e pompe di calore (anche ibride e geotermiche) centralizzate in sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti per riscaldamento, raffrescamento ed acqua calda sanitaria, con limite di spesa agevolabile pari a 30.000 € per ogni unità immobiliare dell’edificio, anche in abbinamento all’installazione di impianti fotovoltaici o impianti di micro cogenerazione;

Intervento c) Installazione di pompe di calore (anche ibride e geotermiche) in sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti in edifici unifamiliari, con limite di spesa agevolabile pari a 30.000 € per ogni unità immobiliare dell’edificio, anche in abbinamento all’installazione di impianti fotovoltaici o impianti di micro cogenerazione.

In abbinamento ad uno degli interventi indicati è possibile usufruire della detrazione del 110% anche per gli altri interventi già incentivati con l’Ecobonus del 65%, come ad esempio infissi, solare termico, caldaie a biomassa, ecc (es. se faccio il cappotto posso portare anche le nuove finestre in detrazione al 110%).

FOTOVOLTAICO, BATTERIE E COLONNINE ELETTRICHE

Inoltre, sempre se congiuntamente ad uno degli interventi “base” (a,b,c), è prevista anche la possibilità di usufruire del superbonus  per il fotovoltaico, fino ad un ammontare complessivo delle spese non superiore a 48.000 € e comunque nel limite di spesa di 2.400 € per ogni kW di potenza nominale dell’impianto solare fotovoltaico, compresi eventuali sistemi di accumulo (limite di 1.000 € per ogni kW di batteria). La misura riguarda anche l’installazione di colonnine per la ricarica di veicolo elettrici negli edifici.

Ai fini dell’accesso al superbonus è necessario che tutti gli interventi comportino il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio o, se non possibile tecnicamente, che facciano raggiungere comunque la classe energetica più alta possibile, da dimostrare mediante APE (attestato di prestazione energetica) ante e post lavori (quindi gli interventi andranno progettati ed eseguiti bene).

RIPARTIZIONE QUOTE ANNUALI E CESSIONE DEL CREDITO

L’altra importante novità riguarda la riduzione delle quote annuali di ripartizione della detrazione, che da 10 passa a 5, dimezzando ulteriormente i tempi di rientro della spesa (che, insieme al risparmio dei consumi ottenuti con gli interventi, lo rendono un ottimo investimento!).

E’ possibile anche cedere il bonus sotto firma di credito di imposta alle imprese esecutrici, le quali possono cederlo ulteriormente alle banche o ad altri intermediari finanziari, tramutandolo quindi in sconto immediato che permetterebbe di fare i lavori senza spendere nulla (a patto chiaramente che l’impresa o la banca accetti di prendersi in carico il bonus, difficilmente sostenibile per la maggior parte delle ditte), dietro asseverazione del tecnico di rispetto dei requisiti e congruità delle spese sostenute. La cessione del credito d’imposta diventa possibile (art. 121) anche per gli interventi di ristrutturazione, misure antisismiche, bonus facciate, installazione di impianti fotovoltaici e colonnine di ricarica di veicoli elettrici.

Ma la domanda di tanti è: “che vuol dire detrazione del 110%? Che mi ridanno più soldi di quanto ho speso?”. In sostanza si, ovvero se spendo 10.000 € di lavori lo Stato mi riconosce una detrazione dall’Irpef di 11.000 € spalmata su 5 anni, a patto ovviamente di avere un’adeguata capienza fiscale (ovvero, se pago 1.000 € all’anno di Irpef non posso detrarne 2.200, perché la rimanente la perdo e non viene rimborsata, pur potendone usufruire negli anni successivi).

Per alcuni dettagli che necessitano di approfondimenti sono attesi a breve i relativi chiarimenti, in modo da rendere totalmente operativa questa nuova misura che già suscita tanto interesse tra i proprietari di immobili, essendo un’occasione per effettuare importanti interventi di efficientamento a condizioni irripetibili.

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VEDI AGGIORNAMENTO DEL 15 MAGGIO A SEGUITO DELL'APPROVAZIONE DEL DECRETO RILANCIO

Nel prossimo Decreto "Rilancio" in dirittura d’arrivo (provvedimenti per il rilancio dell’economia dopo l’emergenza Covid-19), il Governo dovrebbe portare al 110% l’aliquota di detrazione fiscale spettante agli interventi di efficienza energetica e riduzione del rischio sismico, con riferimento alle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021.

L’ecobonus maggiorato per gli interventi di riqualificazione edilizia, già ribattezzato superbonus, dovrebbe riguardare i lavori di entità rilevante e non i piccoli interventi di ristrutturazione: nel primo comma della bozza attuale vengono indicati 3 interventi indicati, definiti  “trainanti”.

Intervento a) Cappotto termico su una superficie superiore al 25 per cento della superficie disperdente totale del fabbricato, con limite di spesa agevolabile pari a 60 mila euro per ogni unità immobiliare dell’edificio.

Intervento b) Pompe di calore in sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per riscaldamento, raffrescamento ed acqua calda sanitaria, con limite di spesa agevolabile pari a 30 mila euro per ogni unità immobiliare dell’edificio se abbinato all’installazione di impianti fotovoltaici o impianti di micro cogenerazione (interventi sulle parti comuni degli edifici, o su singoli edifici)

Intervento c) Pompe di calore o caldaie a condensazione in sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti negli edifici unifamiliari, con limite di spesa agevolabile pari a 30 mila euro

In abbinamento ad uno degli interventi indicati è prevista anche la possibilità di usufruire del superbonus  per il fotovoltaico, fino ad un ammontare complessivo delle spese non superiore a 48 mila euro e comunque nel limite di spesa di 2.400 euro per ogni kW di potenza nominale dell’impianto solare fotovoltaico.

L’altra importante novità riguarda la riduzione delle quote annuali di ripartizione della detrazione, che da 10 sarebbe ridotta a 5, dimezzando ulteriormente i tempi di rientro della spesa (e raddoppiando quindi il rendimento dell’investimento!).

Dovrebbe essere anche prevista la possibilità di cedere il bonus alle imprese esecutrici o alle banche, tramutandolo quindi in sconto immediato che permetterebbe di fare i lavori senza spendere nulla (a patto chiaramente che l’impresa o la banca accetti di prendersi in carico il bonus, difficilmente sostenibile per la maggior parte delle ditte).

Ma la domanda di tanti è: “che vuol dire detrazione del 110%? Che mi ridanno più soldi di quanto ho speso?”. In sostanza si, ovvero se spendo 10'000 € di lavori lo Stato mi riconosce una detrazione dall’Irpef di 11'000 € spalmata su 5 anni, a patto ovviamente di avere un’adeguata capienza fiscale (ovvero, se pago 1'000 € all'anno di Irpef non posso detrarne 2'200, perché la rimanente la perdo e non viene data a credito)

Per quanto scritto il condizionale è d’obbligo perché al momento il Decreto è in fase di completamento, ma entro pochi giorni dovrebbero essere sciolti tutti i dubbi con l’uscita del testo finale contenente tutti i dettagli.  

Studio ProClima si occupa di individuare le soluzioni più convenienti, eseguire una consulenza completa tecnica ed economica, progettare e seguire i migliori interventi di risparmio energetico.

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La Legge di Bilancio2018 ha introdotto un nuovo adempimento a carico di coloro che dall’anno 2018 hanno effettuato spese per lavori di ristrutturazione e manutenzione straordinaria che hanno beneficiato delle detrazioni fiscali del 50%, solo relativamente ad interventi che hanno comportato un risparmio energetico  e che non hanno usufruito del bonus del 65% (es. infissi, coibentazioni, generatori a biomassa, nuovi elettrodomestici..); per gli altri interventi, che NON comportano risparmio energetico, non è necessario inviare nulla. 

L’adempimento prevede di effettuare apposita comunicazione telematica all’Enea (con procedura simile a quelle già esistente per le detrazioni del 65% per gli interventi di risparmio energetico) tramite il portale https://ristrutturazioni2018.enea.it

L’invio deve avvenire entro il termine di 90 giorni a partire  dalla data di ultimazione dei lavori; soltanto per gli interventi la cui data di fine lavori è compresa tra il 01/01/2018 e il 21/11/2018 la scadenza è il 19/02/2019 (decorrenza dei 90 giorni dal 21/11/2018, data di attivazione del nuovo portale).

Per maggiori dettagli e chiarimenti della procedura si può scaricare da qui l’apposita guida pubblicata da Enea.

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Finalmente con il DPR n. 31 del 13/02/2017, appena entrato in vigore (6 Aprile), sono stati definiti gli interventi edilizi ricadenti in zona a vincolo paesaggistico eseguibili senza autorizzazione paesaggistica o con procedura semplificata, alleggerendo burocrazia e tempistiche per la realizzazione di opere di lieve entità.

Il Decreto elenca in maniera chiara il tipo di procedura legata ai vari interventi, semplificando anche molti lavori inerenti il risparmio energetico, come installare sul tetto un impianto solare fotovoltaico o termico, una pompa di calore, sostituire gli infissi o realizzare coibentazioni esterne, il cui iter autorizzativo scoraggiava spesso la buona volontà di chi voleva realizzare queste opere.

Infatti nelle aree sottoposte a vincolo paesaggistico non di rado l’installazione di impianti solari sulle coperture è stato ostacolato da tempistiche eccessive e da pareri discutibili da parte degli Enti preposti, limitandone fortemente la realizzazione.

La differenza sostanziale, oltre al tipo di intervento, la fa il tipo di vincolo presente sul bene, secondo la classificazione del D. Lgs. 42/2004 (Codice dei Beni Culturali):

A) i beni vincolati secondo la lettera d), ossia che ricadono in zone protette principalmente per motivi paesaggistici e panoramici, non saranno più soggetti ad autorizzazione paesaggistica per eseguire gli interventi indicati nel Decreto.

B)  gli immobili classificati secondo le lettere a), b), c), mantengono un vincolo più “pesante”, riguardando beni culturali, i centri storici, ville, giardini e parchi, ma potranno beneficiare di procedure semplificate.

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b2ap3_thumbnail_detrazioni-2017.jpgLa legge di bilancio ha prorogato per il 2017 le detrazioni fiscali relative al recupero edilizio e al risparmio energetico, mantenendo pressoché inalterate condizioni e modalità attuali: per le ristrutturazioni il bonus sarà ancora del 50 (spesa massima 96.000 euro per unità immobiliare) e per gli interventi di risparmio energetico la detrazione rimane al 65% (salvo ulteriori maggiorazioni per i condomini che vediamo di seguito); per entrambe le agevolazioni è prevista la ripartizione della detrazione in un arco temporale di dieci anni.

Alcune novità proposte in fase di stesura del nuovo testo non sono state approvate, in quanto la crisi di governo ha accelerato l'iter, senza la possibilità di apportare modifiche (alcune peraltro interessanti, come la possibilità di cessione del credito).

Per quanto riguarda gli interventi di ristrutturazione rimane tutto invariato fino al 31/12/2017 con la detrazione al 50% fino a 96.000 Euro (leggi le condizioni qui), idem per il bonus mobili, quindi chi acquisterà mobili ed elettrodomestici in occasione di lavori di manutenzione dell’abitazione avrà ancora diritto ad un ulteriore sgravio fiscale del 50% fino a una spesa limite di 10.000 Euro.

L'ulteriore agevolazione per le giovani coppie (c.d. bonus mobili giovani coppie), che prevedeva la detrazione del 50% fino a 16.000 euro per l’acquisto di arredi (anche senza lavori di ristrutturazione), non è stata invece prorogata, quindi scadrà a fine 2016.

Anche per gli interventi di riqualificazione energetica (c.d. ecobonus) la proroga è per tutto il 2017 (leggi le condizioni qui).

Importanti novità sono state introdotte per gli interventi relativi a parti comuni degli edifici condominiali o che interessino tutte le unità immobiliari del singolo condominio, per i quali sono previste detrazioni ancora più vantaggiose ed avranno durata fino al 31 dicembre 2021.

Se gli interventi avranno un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’intero edificio (es. cappotto termico) lo sgravio sale al 70% della spesa; se il lavoro sarà invece finalizzato a migliorare la prestazione energetica sia invernale che estiva. (conseguimento  della qualità media di cui al DM 26 giugno 2015, c.d. "requisiti minimi") il bonus arriva addirittura fino al 75% .

Le detrazioni sono calcolate su un ammontare complessivo delle spese non superiore a 40.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio; per tali interventi i condomini hanno anche la possibilità di cedere la detrazione ai fornitori che hanno effettuato gli interventi nonché a soggetti privati.

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condominio_friburgoLo stato di salute «energetico» degli edifici italiani è cosa ormai nota, con circa il 75% delle case costruite prima del 1976, anno in cui per la prima volta fu introdotta una normativa che prescriveva per legge criteri di efficienza energetica negli edifici: ciò significa che la maggior parte delle abitazioni attualmente esistenti consumano tanto e sprecano energia, inquinano e sono poco confortevoli.
Se poi consideriamo il fatto che la stragrande maggioranza fa parte di condomini, questo complica ulteriormente la possibilità di realizzare interventi di riqualificazione energetica, magari proposti da condomini più sensibili e lungimiranti che spesso incontrano la resistenza degli altri inquilini.
Non tutti sanno che per  fortuna la normativa agevola questi tipi di interventi: infatti con la Legge 99/2009 è stato stabilito che «per gli interventi sugli edifici e sugli impianti volti al contenimento del consumo energetico e all'utilizzazione delle fonti di energia di cui all'articolo 1, individuati attraverso un attestato di certificazione energetica o una diagnosi energetica realizzata da un tecnico abilitato, le pertinenti decisioni condominiali sono valide se adottate con la maggioranza semplice delle quote millesimali rappresentate dagli intervenuti in assemblea» (art. 27 comma 22).
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b2ap3_thumbnail_detrazione-65-biomassa.JPGLa Legge di Stabilità ha prorogato per tutto il 2015 le detrazioni fiscali del 50% per ristrutturazione e del 65% per il risparmio energetico di edifici esistenti, mantenendo pressochè invariate le condizioni dell’anno precedente.
Una novità molto importante, forse poco conosciuta, ha riguardato la detrazione del 65% per i generatori a biomassa: questo tipo di intervento infatti godeva già dell’agevolazione fiscale ma un articolo della legge ha molto facilitato la procedura, stravolgendo (in meglio) i requisiti necessari per godere del bonus.
Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta: fino al 2014 per portare in detrazione un generatore a biomassa (caldaie e stufe a pellet, legna, cippato..) doveva essere raggiunto un indice di prestazione energetica minimo dell’edificio, in quanto rientrava tra gli interventi di riqualificazione globale (comma 344), ma che si raggiungeva solo in edifici ben isolati (recenti) o mediante ulteriori interventi di coibentazione dell’involucro, quindi raramente erano verificabili i requisiti necessari.
Dal 2015 invece sono stati ampliati sia i tipi di generatori agevolabili, sia facilitate le procedure per la verifica dei necessari parametri: questo tipo di generatori sono stati infatti inclusi nel comma 347, di cui fanno parte le caldaie a condensazione e le pompe di calore.
Nella pratica significa che caldaie, stufe e caminetti a biomassa sono sempre detraibili al 65% a patto di rispettare alcuni semplici requisiti (es. un rendimento minimo dell’85% e conformità alle classi A1 eA2 per pelle e cippato), sempre chiaramente in caso di installazione in edifici esistenti.
Ulteriore punto a a favore è che l’agevolazione spetta sia in caso di sostituzione di un generatore esistente (es. dismetto la caldaia a gas ed installo una caldaia a legna), sia in caso di nuova installazione (installo un generatore aggiuntivo ad uno già esistente o ne installo uno in un edificio in precedenza senza riscaldamento)
La detrazione massima è di 30'000 Euro, equivalente ad una spesa complessiva di circa 46'000 Euro.
Le tipologie di generatori ammesse all’agevolazione sono chiaramente indicate nella normativa, della quale si riporta sotto un estratto:

b2ap3_thumbnail_generatori-biomassa_20150605-104229_1.JPG
Quindi sono comprese caldaie fino a 500 Kw, stufe a pellet (idro e ad aria), caminetti ed inserti, termocucine, sempre a patto che possiedano i requisiti minimi richiesti dalla normativa visti sopra.  
Per utilità si riportano sotto i link alla Guida dell'Agenzia delle Entrate per il 65% e al Vademecum dell'Enea per i generatori a biomassa, dove sono ulteriormente dettagliate le caratteristiche descritte in questo articolo:

- Guida Agenzia delle Entrate per la detrazione del 65% (ultima versione, Gennaio 2015)

- Vademecum Enea per la detrazione fiscale dei generatori a biomassa (ultima versione, Aprile 2015)

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b2ap3_thumbnail_proroga-50-65-2015.JPGSono confermati per il 2015 l’ecobonus del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici e la detrazione del 50% per le ristrutturazioni; per un altro anno dunque, le aliquote resteranno invariate e non scenderanno.
È quanto deciso in via definitiva attraverso il Decreto Stabilità appena diventato legge e che attende ora la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Le misure che riguardano le detrazioni fiscali, come la maggior parte delle disposizioni contenute nel testo, entreranno in vigore dal 1° gennaio 2015.

Bonus ristrutturazioneLe detrazioni per le ristrutturazioni edilizie e per l'acquisto dei mobili restano al 50% per tutto il 2015. Il tetto di spesa per le ristrutturazioni resta di 96’000 euro per unità immobiliare, per una spesa massima detraibile di 48'000 euro da ripartire in 10 rate annuali, mentre la detrazione per l'acquisto di arredo continuerà ad essere calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10’000 euro. Sul fronte della detrazione per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici, la manovra inserisce una precisazione: le spese «sono computate, ai fini della fruizione della detrazione di imposta, indipendentemente dall'importo delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione che fruiscono delle detrazioni». Quindi le spese da portare in detrazione per l'acquisto dell'arredo possono anche superare quelle di ristrutturazione alle quali il bonus mobili è legato.

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b2ap3_thumbnail_accatastamento-fotovoltaico.jpgRecentemente è stato chiarito dall’Agenzia delle Entrate in quali casi è necessario accatastare gli impianti fotovoltaici e come, di conseguenza, trattarli dal punto di vista fiscale.
Con la Circolare 36/E , pubblicata a dicembre 2013 (scaricabile a questo link), l’Agenzia ha chiarito vari dubbi degli operatori del settore, dando indicazioni per inquadrare correttamente gli impianti fotovoltaici sul piano fiscale e catastale.

In particolare, il documento di prassi spiega quando queste installazioni sono qualificabili come beni mobili o immobili e il diverso trattamento che ne deriva in termini di imposte dirette, IVA e registro; dipende, soprattutto da dimensioni, potenza e valore economico dell'impianto.
In linea di massima gli impianti vanno considerati immobili quando sono identificabili nella categoria catastale D1 (Opifici) o D10 (Fabbricati per funzioni produttive connesse ad attività agricole), cioè quando sono palesemente delle grandi centrali elettriche totalmente scollegate da un immobile e la cui produzione è destinata alla vendita (es. grandi impianti a terra o su pensiline).
Ma il caso che interessa di più i privati e i proprietari di abitazioni dotate di impianti residenziali è:  quando per un impianto installato su un edificio sussiste l'obbligo di variazione catastale?

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b2ap3_thumbnail_pannello termodinamico sito.jpgOramai sono più che noti gli impianti solari termici, ossia gli impianti solari destinati alla produzione di acqua calda sanitaria e presenti da molti anni sul mercato, seppur con tecnologie che sono andate col tempo sempre più evolvendosi.
L’ultima generazione è costituita dal solare termodinamico, un innovativo sistema che potremmo definire "ibrido" perchè sfrutta sia i principi di irraggiamento diretto degli impianti tradizionali e sia lo scambio di calore con la temperatura ambientale esterna.
Il pannello, più fino e leggero di uno tradizionale (circa 8 kg), è costituito da una piastra al cui interno scorre un fluido refrigerante a bassa temperatura (circa -20°) che, sfruttando la tecnologia delle pompe di calore, capta il calore sia del sole che dell’aria, mandandolo poi all’accumulo dove riscalda l’acqua, in maniera molto simile a un impianto tradizionale.
Queste particolarità fanno sì che produca anche nei periodi in cui un normale impianto solare non funzionerebbe (come di notte e in inverno), migliorandone notevolmente i rendimenti.
Il posizionamento dei pannelli è molto semplificato rispetto agli impianti tradizionali perchè non è più vincolato all’esposizione diretta del sole ed è possibile ubicarli anche in zone ombreggiate (es. all’interno dei balconi); inoltre la leggerezza dei collettori e le dimensioni ridotte delle tubazioni fanno si che sia possibile adottare molteplici soluzioni architettoniche, come ad esempio installazioni su pensiline, frangisole, facciate e parapetti.

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b2ap3_thumbnail_copertina-tutti-in-classe-a.JPGPochi giorni fa è stato presentato “Tutti in classe A”, l’annuale rapporto di Legambiente sulla qualità energetica del patrimonio edilizio italiano.
La ricerca ha riguardato oltre 500 edifici in 47 città italiane: un team di tecnici ha effettuato indagini termografiche su varie tipologie di immobili come edifici residenziali, scuole e uffici costruiti nel dopoguerra e altri più recenti. Sono state verificate anche le prestazioni di quelli già certificati di Classe A e di quelli ristrutturati, e di alcuni edifici costruiti dopo il 2000, dopo l’adozione delle direttive europee in materia di risparmio energetico e isolamento.
I risultati sono piuttosto deludenti: sono emersi  problemi evidenti su gran parte degli immobili controllati che, pur essendo di recente costruzione, hanno carenze e difetti costruttivi come quelli vecchi. Da Milano a Torino, fino alla periferia di Bari, dal progetto C.A.S.E. a L’Aquila, al quartiere Parco Leonardo a Roma, si ravvisano problemi di elementi disperdenti, con distribuzione delle temperature superficiali estremamente eterogenee, spesso anche per edifici che si promuovono come “biocase” o a basso consumo energetico.
Che in “Classe A” (quella vera) si viva molto meglio lo dimostrano invece le termografie di edifici ben progettati,  costruiti e certificati, come il quartiere Casanova a Bolzano o alcuni immobili nuovi o ristrutturati a Firenze, Udine o Perugia, che mostrano un comportamento omogeneo delle facciate e l’assenza di ponti termici significativi, la precisa scelta di sfruttare al meglio l’esposizione dell’edificio e l’uso di specifici materiali per le diverse facciate al fine di sfruttare al meglio la radiazione solare, minimizzando i consumi energetici per il condizionamento invernale con un risparmio, per i fortunati abitanti di questi edifici, fino a duemila euro ogni anno.

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Parliamo di un dettaglio dell’involucro della casa troppo spesso tralasciato: il davanzale.
E’ uno dei punti critici della finestra perché, se mal realizzato, rischia di vanificare le prestazioni di un infisso nuovo (per il quale magari abbiamo anche speso diversi soldi) e di comportare delle consistenti dispersioni di calore.
b2ap3_thumbnail_davanzale.JPGPraticamente in tutti gli edifici esistenti (e talvolta anche in quelli nuovi..) è passante, ossia realizzato senza nessun tipo di taglio termico tra elemento interno ed esterno o addirittura costiuito da un’unica lastra di pietra.
Questo fa si che la soglia si comporti come una sorta di aletta di raffreddamento (come quelle dei motori), che permette un grande scambio di calore tra l’esterno e l’interno dell’abitazione e costituendo così un gravoso ponte termico, possibile causa di muffa e condensa, oltre che di maggiori consumi e minore comfort.
Per risolvere questo problema basterebbe adottare pochi e semplici accorgimenti, diversi a seconda del tipo di fabbricato e del tipo di intervento che stiamo eseguendo (edificio nuovo, ristrutturazione, cappotto esterno o interno..).
Ad esempio se deve essere realizzato un cappotto esterno va prevista la posa di isolante anche sotto il piano di posa del davanzale, in materiale che abbia una buona resitenza alla compressione (va benissimo un xps ad alta densità), da raccordare successivamente con il cappotto verticale e il giunto termico posto sotto il lato inferiore dell’infisso, in modo da dare continuità alla coibentazione (disegno di lato e immagine sottostante); stesso accorgimento può essere preso anche in caso di coibentazione interna.

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b2ap3_thumbnail_cassazione.jpgSempre più frequentemente capitano contenziosi tra proprietari di abitazioni e costruttori a causa di problemi di umidità, muffe, condense ed ammaloramenti, molto spesso purtroppo proprio in edifici nuovi o di recente costruzione.
Secondo il codice civile (art. 1669) il difetto di costruzione che legittima l'azione legale nei confronti dell'appaltatore, può consistere in qualsiasi alterazione conseguente ad un'insufficiente realizzazione dell'opera che, pur non riguardando parti essenziali di essa, ma elementi accessori o secondari, incida negativamente e in modo considerevole sul godimento dell'immobile.
Generalmente si ritiene infatti che fra i vizi gravi della costruzione vi rientrino solamente problemi strutturali che compromettono la sicurezza statica dell’edificio, invece al riguardo la Corte di Cassazione ha emesso un'importante sentenza (numero 14650/2013), che va a stabilire la responsabilità di tutti quei difetti di costruzione di un edificio non invalidanti per stabilità dello stesso, ma comunque causa di fenomeni che ne minano la fruizione come condensa ed infiltrazioni d'acqua.
La sentenza ha specificato come l'articolo 1669 del Codice Civile, che definisce la possibilità di azioni extracontrattuali nei confronti del costruttore,  si possa applicare anche a quei difetti che non riguardano parti essenziali dell'edificio ma sono comunque dovuti a mancanze ed insufficienze in fase di realizzazione: difetti nella coibentazione termica delle pareti perimetrali ed infissi non sigillati o sigillati male sono tra gli esempi più diffusi.

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b2ap3_thumbnail_guida-detrazioni-65_20140109-190741_1.JPGA seguito della pubblicazione della Legge di Stabilità 2014 (legge 147/2013) l'Agenzia delle Entrate, ha aggiornato la guida "Le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico" sulle detrazioni del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica ed efficientamento degli edifici esistenti, che tiene conto delle modfiche e delle proroghe apportate dalla nuova legge.
L’agevolazione è stata confermata nella misura del 65% per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2014 ; per le spese che saranno effettuate nel 2015, invece, sarà pari al 50% (salvo ulteriori proroghe o modifiche).
Per quanto riguarda gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali e per quelli che riguardano tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio, la detrazione si applica nella misura del 65% per le spese sostenute entro il 30 giugno 2015 e nella misura del 50% per le spese che saranno effettuate dal 1° luglio 2015 al 30 giugno 2016.
Dal 1° gennaio 2016 (per i condomini dal 1° luglio 2016) l’agevolazione sarà invece sostituita con la detrazione fiscale (del 36%) prevista per le spese relative alle ristrutturazioni edilizie.

Clicca qui per scaricare la guida aggiornata "Le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico" (dicembre 2013)

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b2ap3_thumbnail_proroga-50-65.JPGCon la Legge di Stabilità approvata alla Camera il 20 Dicembre scorso sono state prorogate a tutto il 2014 le detrazioni fiscali del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica (ecobonus) e del 50% per le ristrutturazioni.
Fino al 31 dicembre 2014 quindi le due tipologie di detrazione rimarrano in vigore con le stesse caratteristiche attuali (vedi pagina delle detrazioni fiscali), una misura che si è dimostrata fondamentale per incentivare interventi di riqualificazione degli immobili esistenti, molto apprezzata da cittadini ed imprese.
Le detrazioni del 50% interessano tutti gli interventi di manutenzione e ristrutturazione di edifici esistenti con prevalente destinazione abitativa (spesa massima € 96'000, compresa la realizzazione di impianti fotovoltaici, vedi articolo specifico); chi effettua questo tipo di interventi potrà usufruire anche della detrazione del 50% sull’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore alla A+ (A per i forni), finalizzati all'arredo dell'immobile (bonus mobili) per un importo massimo di 10 mila euro.
Le detrazioni del 65% sono invece utilizzabili per i lavori di riqualificazione energetica ed efficientamento di qualsiasi tipo di fabbricato (residenze, commerciali, uffici..), a condizione di ripettare i parametri minimi imposti dalla normativa. Per i condomini questa detrazione durerà fino al 30 giugno 2015, mentre quelle effettuate fino al 30 giugno 2016 usufruiranno del bonus al 50%. 
La riduzione progressiva delle percentuali è prevista solo a partire dal 2015, quando l'ecobonus scenderà dal 65% al 50% e lo sgravio per le ristrutturazioni dal 50 al 40%, mentre nel 2016 la quota detratta sarà del 36% per entrambe le misure.

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fotovoltaico sienaAnche dopo la fine degli incentivi del conto energia installare un impianto fotovoltaico sul tetto di casa resta molto conveniente, grazie al calo dei prezzi degli impianti, della detrazione fiscale del 50% e del meccanismo dello scambio sul posto.
Riguardo al meccanismio dello scambio sul posto molte persone hanno ancora poco chiaro di cosa si tratta e come funziona: cerchiamo di fare chiarezza proprio su questo punto, determinante per poter sfruttare al massimo la produzione dell’impianto che decidiamo di installare.
Si tratta della possibilità di cedere l’energia elettrica prodotta dal fotovoltaico alla rete quando non la si consuma, per poi riprendersela quando serve ma non c’è produzione (es. di notte), usando di fatto  la rete elettrica come batteria virtuale dove depositare la propria energia finché non serve per poi riprendersela per fare la lavatrice, alimentare un condizionatore o accendere una lampadina.
Il meccanismo dello scambio sul posto consiste nella possibilità di compensare il valore economico dell’energia acquistata, nei limiti del valore economico di tutta l’energia prodotte e immessa in rete, tramite un rimborso che permette di farsi ripagare parte della spesa della bolletta elettrica per i prelievi effettuati dalla rete.

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Il legno è uno dei materiali più ecologici ed apprezzati, è un materiale vivo, caldo, naturale.
E in più dura a lungo, ha un ottimo bilancio energetico, è biodegradabile, se trattato correttamente non inquina, può essere utilizzato nel ciclo naturale del riciclo, purché sia prelevato rispettando l'ambiente: purtroppo questo non sempre avviene.
Esistono molti tipi di parquet, alcuni in legno massello, altri con uno strato nobile posto su uno zoccolo di legno meno pregiato, o su un multistrato o un pannello di particelle a base di legno.
Molte essenze sono locali e poco problematiche (rovere, frassino, abete, olivo, faggio, castagno) ma molte altre sono esotiche (wengè, iroko, teak, doussiè..) che provengono da foreste non controllate di Africa, Sud-est Asiatico e Amazzonia dove il fenomeno del taglio illegale è molto diffuso (spesso si tratta di specie rare o minacciate)

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L’Agenzia delle Entrate ha di recente aggiornato la guida per accedere agli incentivi previsti per chi effettua interventi di riqualificazione energetica su edifici esistenti.
Tra le principali novità presenti sulla guida:
- proroga al 31 dicembre 2013 della detrazione fiscale per gli interventi di efficienza energetica

- innalzamento dal 55% al 65% della percentuale (decreto legge n. 63 del 4 giugno 2013)

- detraibilità delle spese sostenute nel periodo che va dal 6 giugno 2013 (data di entrata in vigore del decreto) al 31 dicembre 2013

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55-65È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 130 del 5 giugno 2013 il decreto legge n. 63/2013 su proroga delle detrazioni fiscali e recepimento della direttiva 31/2010.

Per gli interventi di riqualificazione energetica la percentuale di spesa detraibile è stata aumentata dal 55% al 65% e prorogata la scadenza al 31 Dicembre 2013 per gli interventi sulle singole unità immobiliari e al 30 giugno 2014 per le ristrutturazioni importanti dell’intero edificio  (almeno il 25% della superficie dell’involucro).

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