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Riqualificazione energetica ed energie alternative

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b2ap3_thumbnail_accatastamento-fotovoltaico.jpgRecentemente è stato chiarito dall’Agenzia delle Entrate in quali casi è necessario accatastare gli impianti fotovoltaici e come, di conseguenza, trattarli dal punto di vista fiscale.
Con la Circolare 36/E , pubblicata a dicembre 2013 (scaricabile a questo link), l’Agenzia ha chiarito vari dubbi degli operatori del settore, dando indicazioni per inquadrare correttamente gli impianti fotovoltaici sul piano fiscale e catastale.

In particolare, il documento di prassi spiega quando queste installazioni sono qualificabili come beni mobili o immobili e il diverso trattamento che ne deriva in termini di imposte dirette, IVA e registro; dipende, soprattutto da dimensioni, potenza e valore economico dell'impianto.
In linea di massima gli impianti vanno considerati immobili quando sono identificabili nella categoria catastale D1 (Opifici) o D10 (Fabbricati per funzioni produttive connesse ad attività agricole), cioè quando sono palesemente delle grandi centrali elettriche totalmente scollegate da un immobile e la cui produzione è destinata alla vendita (es. grandi impianti a terra o su pensiline).
Ma il caso che interessa di più i privati e i proprietari di abitazioni dotate di impianti residenziali è:  quando per un impianto installato su un edificio sussiste l'obbligo di variazione catastale?

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fotovoltaico sienaAnche dopo la fine degli incentivi del conto energia installare un impianto fotovoltaico sul tetto di casa resta molto conveniente, grazie al calo dei prezzi degli impianti, della detrazione fiscale del 50% e del meccanismo dello scambio sul posto.
Riguardo al meccanismio dello scambio sul posto molte persone hanno ancora poco chiaro di cosa si tratta e come funziona: cerchiamo di fare chiarezza proprio su questo punto, determinante per poter sfruttare al massimo la produzione dell’impianto che decidiamo di installare.
Si tratta della possibilità di cedere l’energia elettrica prodotta dal fotovoltaico alla rete quando non la si consuma, per poi riprendersela quando serve ma non c’è produzione (es. di notte), usando di fatto  la rete elettrica come batteria virtuale dove depositare la propria energia finché non serve per poi riprendersela per fare la lavatrice, alimentare un condizionatore o accendere una lampadina.
Il meccanismo dello scambio sul posto consiste nella possibilità di compensare il valore economico dell’energia acquistata, nei limiti del valore economico di tutta l’energia prodotte e immessa in rete, tramite un rimborso che permette di farsi ripagare parte della spesa della bolletta elettrica per i prelievi effettuati dalla rete.

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detrazione_fotovoltaico_sienaIl 14 Marzo con una nota dell’Agenzia delle Entrate è stata ufficialmente ammessa la detrazione Irpef  delle spese sostenute per  l’installazione di impianti fotovoltaici fino a 20 kWp, assimilandoli ad interventi di ristrutturazione edilizia.
Lo scorso Ottobre Anie Confindustria aveva chiesto la corretta interpretazione dell'articolo 16 bis del DPR 917 del 1986 e in particolare che la detrazione già applicabile ai lavori di ristrutturazione per gli impianti elettrici, di riscaldamento e idraulici, potesse essere estesa anche alle spese sostenute per l’acquisto e l’installazione di impianti fotovoltaici fino a 20 kwp per far fronte ai bisogni elettrici dell’abitazione.
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fotovoltaico_residenzialeDopo molti dubbi e interpretazioni è stata finalmente chiarita dall’Agenzia delle Entrate la possibilità di portare in detrazione Irpef la spesa sostenuta per l’installazione degli impianti fotovoltaici.
L’acquisto di un impianto fotovoltaico può accedere alle detrazioni fiscali Irpef del 36% (attualmente 50%, fino al 30 giugno 2013 in conseguenza del decreto legge 83/2012) per opere di manutenzione straordinaria e ristrutturazione di edifici residenziali con limite di spesa di € 48'000 per unità immobiliare (€ 96'000 fino giugno 2013); non può rientrare nelle detrazioni 55% per opere di riqualificazione energetica non figurando tra le tipologie di interventi ammessi.
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fotovoltaico_certificazione_energeticaDal 27 agosto 2012 è entrato in vigore il Quinto Conto Energia per l'incentivazione degli impianti fotovoltaici connessi alla rete, con alcune importanti novità.
Una delle più importanti è l'introduzione dell'obbligo di redazione dell'Attestato di Certificazione Energetica negli edifici dove sarà installato l'impianto di produzione di energia.
Il DM dello scorso luglio, che ha definito le modalità della nuova incentivazione degli impianti, richiede espressamente che la certificazione energetica sia esistente al momento della richiesta di incentivazione. Il certificato viene poi trasmesso dal Soggetto responsabile dell'impianto incentivato al GSE attraverso la procedura telematica.
Quindi è obbligatoria la certificazione energetica per tutti gli impianti esonerati dall’obbligo d’iscrizione a registro per la richiesta di incentivi:
• impianti sotto i 12 kW
• impianti fotovoltaici tra 12 e 20 kW che accettino di ricevere una tariffa incentivante decurtata del 20%
• impianti fino 50 kW realizzati in sostituzione dell’eternit
• impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative (fino al raggiungimento di un costo indicativo cumulato di 50 milioni di euro)
• impianti a concentrazione (sempre con tetto di 50 milioni)
• impianti su edifici e terreni della pubblica amministrazione (purché realizzati con gara d’appalto pubblica e anche qui con un tetto di spesa di 50 milioni di €)
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