Energie Rinnovabili

Le Fonti Rinnovabili: non solo il solare

LA GEOTERMIA

geotermia-sienaGli impianti geotermici sono sistemi che permettono di sfruttare il calore del terreno per la generazione di corrente elettrica o il riscaldamento degli edifici. Si dividono in due tipologie: quella classica sfrutta direttamente il calore delle acque o dei vapori provenienti dal sottosuolo ad alte temperature, mentre la cosiddetta a “bassa entalpia” utilizza il terreno come serbatoio termico dal quale estrarre calore durante l’inverno e al quale cederne durante l’estate. I primi sfruttano le alte temperature del sottosuolo di particolari zone d’Italia (es. Larderello) per la produzione di energia elettrica mediante turbine o per l’alimentazione di centrali di teleriscaldamento a servizio di intere zone abitate. L'altra tipologia utilizza invece l’energia geotermica per far funzionare le pompe di calore a sonde geotermiche (orizzontali o verticali) mediante le quali riscaldare e raffrescare gli edifici; questo tipo di impianto può essere realizzato in quasi tutte le zone. Le pompe di calore geotermiche sono dei sistemi elettrici di riscaldamento e raffrescamento con rendimenti particolarmente elevati che sfruttano la temperatura relativamente costante del suolo durante tutto l'arco dell'anno. Le sonde geotermiche funzionano come degli scambiatori di calore e sono costituite da tubazioni interrate (in genere di materiale plastico) nelle quali circola un fluido termoconduttore. Durante l'inverno l'ambiente viene riscaldato trasferendo energia dal terreno all'abitazione mentre durante l'estate il sistema s'inverte estraendo calore dall'ambiente domestico e trasferendolo al terreno. In edifici particolarmente virtuosi a basso consumo energetico questi sistemi riescono facilmente a soddisfare l’intero fabbisogno degli stessi senza l’utilizzo di combustibili fossili tradizionali, rendendo le spese di gestione del fabbricato molto basse e costanti nel tempo, al riparo quindi dai continui aumenti delle utenze e dall’impatto ambientale quasi nullo.

LE BIOMASSE

Gli impianti a biomasse sono impianti per la produzione di energia elettrica e/o termica alimentati con combustibili di origine organica (solidi, liquidi o gassosi) di varia natura e provenienza come legno (es. cippato, pellets...) proveniente sia da produzioni “dedicate” che da scarti di lavorazione, residui in genere sia di natura vegetale che animale, ma anche la frazione organica dei rifiuti urbani. Possono essere di varie dimensioni e potenze, a partire da piccoli impianti per soddisfare il fabbisogno di una singola abitazione fino a grandi impianti industriali capaci di servire intere città, ma di fatto il principio del funzionamento è il medesimo (pur cambiando ovviamente la complessità): l’impianto è costituito da una “caldaia” dove brucia la biomassa, con il calore derivante dalla combustione che può essere utilizzato per la produzione di acqua calda (sia per riscaldamento che per usi sanitari), per la produzione di energia elettrica (mediante l’azionamento di turbine così come avviene nelle centrali termoelettriche “tradizionali”) o per la produzione di entrambe (impianti a cogenerazione). I principali vantaggi dell’utilizzo delle biomasse è che essendo rinnovabili non sono soggette ad esaurimento e, per quelle di origine vegetale, che la loro combustione emette in atmosfera una quantità di CO2 pari a quella che piante ed alberi da cui provengono hanno assorbito per fotosintesi durante la crescita (pertanto considerata virtualmente nulla).

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Per gli impianti domestici può risultare molto vantaggiosa l’installazione di una caldaia a biomassa in sostituzione di una alimentata a gas o gasolio comportando un notevole risparmio energetico, rendendo la spesa dell’intervento ammortizzabile in pochi anni grazie al minor costo del combustibile e alle agevolazioni fiscali previste per le riqualificazioni energetiche degli edifici esistenti.

L'ENERGIA EOLICA

L’energia eolica consiste nello sfruttare i venti per produrre energia elettrica tramite aerogeneratori di potenza e dimensioni variabili, in base alle necessità ed ai siti di installazione. Un impianto eolico è composto da uno o più aerogeneratori (meglio conosciuti come « pale ») che trasformano l’energia cinetica del vento in energia elettrica: il vento fa ruotare un rotore, normalmente formato da due o tre pale e collegato ad un asse orizzontale o verticale che, attraverso un sistema meccanico di moltiplicazione dei giri, aziona un generatore elettrico che produce l’energia elettrica (da utilizzare sul posto o da immettere nella rete)

Ovviamente la caratteristica essenziale del sito di installazione è la buona ventosità, necessaria a far muovere gli aerogeneratori (di norma buone aree sono quelle collinari/montane e quelle marittime); quindi è possibile localizzare gli impianti eolici solo in determinate zone a seguito di apposite indagini e rilevamenti. Come i più conosciuti impianti fotovoltaici possono anch’essi essere collegati alla rete elettrica e beneficiare di incentivi statali per la produzione da fonti rinnovabili. Rispetto a questi hanno il vantaggio di una produzione più continua durante le ore della giornata (sia diurne che notturne) ma, di contro, hanno un impatto visivo maggiore: dovendo valutare pertanto la tipologia di impianto da installare si tratta come sempre di verificare attentamente vantaggi e svantaggi legati all’intervento. Per impianti destinati ad alimentare delle utenze la soluzione ideale sarebbe abbinare gli impianti fotovoltaici con gli impianti eolici, garantendo così una continuità di produzione ottimale durante tutto l’anno e durante tutte le ore del giorno.

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